IL MURO DEI CENTO LINGUAGGI DEI BAMBINI

 

Una città parte con un muro

 

 

 

Non vi è aspetto fisico e sociale che si sottragga alla sensibilità e alla intelligenza degli uomini. E nemmeno dei bambini. Così è della città che è una complessa nicchia di storia e di vita in continuo mutamento e in continuo colloquio – comunque essa sia – anche coi bambini. Un colloquio dai linguaggi difficili che attraversano i mondi compositi della città (fisici, funzionali, culturali, simbolici) e che i bambini debbono precocemente apprendere per crescervi e misurarvi le loro dominanze spaziali e orientative, le loro informazioni e conoscenze insieme ai bisogni e diritti della loro presenza”.1

 

 

“Il muro dei cento linguaggi dei bambini” vuole essere innanzitutto un progetto culturale, educativo e sociale indirizzato a bambini dai 4 agli 8 anni.

Finalità generale del progetto è la scoperta e la rivalutazione della propria città da parte dei bambini, come luogo di appartenenza comune, di aggregazione e scambio, come autentica risorsa di attività e di spazi ricreativi.

Fondamentale è l’importanza dell’intero percorso educativo nel quale a tutti sarà data l’opportunità di vivere l’esperienza ognuno a modo proprio per lo stesso obiettivo finale; l’abbellimento del “muro” così che “il muro del banale, delle retoriche, del conformismo, delle inerzie e pavidita’ ufficiali” diventerà il muro delle possibilità, della fantasia e creatività, della “ironia metaforica (logica e magia insieme)”2, sarà il muro dei bambini per la loro città.

 

1 L. Malaguzzi, “La città e la pioggia”, in T. Filippini, V. Vecchi, (a cura di), I cento linguaggi dei bambini, Reggio Children, Reggio Emilia, 1996, p. 78.

2 L. Malaguzzi, Ibidem, p. 24.

 

 

Ogni incontro si può considerare come un’unità didattica che prevede le seguenti componenti:

 

 

ETA’

 

Il seguente progetto educativo è rivolto ad un gruppo di 8-10 elementi.

 

Per quanto riguarda i bambini di 4-5 anni, questa è un’età caratterizzata soprattutto dal gioco simbolico. Sia la musica che l’attività motoria (psicomotricità e il libero movimento) e l’attività grafico - pittorica, si basano proprio sull’aspetto simbolico – rappresentativo e quindi più vicine al bambino stesso.

Si terrà presente di tutti gli aspetti psicologici tipici di questo periodo come: l’attività rappresentativa, l’acquisizione della lateralizzazione e la presa di coscienza del proprio corpo, l’egocentrismo, l’animismo e finalismo, l’elaborazione fantastica, il ragionamento semilogico, il pensiero irreversibile.

 

Per quanto riguarda i bambini di 7-8 anni l’attività considererà esigenze diverse rispetto ai più piccoli. In questa età predomina il gioco di regole che nell’ambito musicale si tradurrà nel rispetto delle regole o la creazione di nuove, insieme ad una maggiore consapevolezza del far musica con gli altri nel rispetto reciproco delle produzioni e creazioni di ognuno.

Nell’età scolare il bambino risponde spontaneamente al movimento della musica con il movimento del corpo. In questa fase è già possibile che il vissuto corporeo venga interiorizzato e memorizzato per realizzare l’espressione danzata. Il gesto di esplorazione iniziale diviene allora la sua danza. In seguito potrà sperimentare un approccio coreografico collettivo. I bambini con sindrome di Down trovano in questo contesto educativo la possibilità di esprimersi liberamente, di creare e di sperimentare in modo identico ai compagni con il supporto degli adulti, se necessario, così come per gli altri. Tutto viene monitorato dall’AIPD con personale specializzato attraverso incontri e confronti.

 

 

OBIETTIVI SPECIFICI

 

I bambini, soprattutto quelli di età prescolare e del primo ciclo delle elementari, esprimono se stessi, i loro pensieri, idee, emozioni, sentimenti, desideri e bisogni mediante il comportamento e l’atteggiamento avvalendosi della mimica, delle espressioni del volto, della postura, della prosodia, della gestualità, del linguaggio sonoro - musicale e dell’onomatopea. L’osservazione diretta di tali linguaggi non verbali permetterà di capire e conoscere il singolo bambino, la sua personalità, il suo pensiero, le sue difficoltà e di realizzare gli interventi più adatti e nel caso modificarli e nel contempo si cercherà di far loro acquisire determinate capacità – abilità e concetti mediante il linguaggio sonoro, gestuale, grafico – pittorico.

 

Osservare l’attività di esplorazione svolta dal bambino rende difficile essere sia insegnante che osservatore impegnato nell’uso del videoregistratore o nella trascrizione dei resoconti narrativi o nella registrazione dei protocolli mediante carta e matita. Per questo motivo è opportuna la presenza di altri educatori che si alternino brevemente nei ruoli agevolando il lavoro di documentazione e permettendo anche una migliore gestione dei gruppi.

 

Gli obiettivi si possono raggiungere partendo prima dall’esperienza concreta e sperimentazione, successivamente si passerà alla verbalizzazione, al confronto, al dialogo di gruppo dell’esperienza fatta con l’ausilio di opportuni interventi guidati atti a favorire lo sviluppo cognitivo (l’osservazione, l’attenzione, la memoria, la percezione, l’apprendimento, il linguaggio, il ragionamento, l’intelligenza), a conoscere a fondo qualità, concetti, aspetti nuovi della realtà. Infine il tutto viene “vissuto” attraverso il linguaggio non verbale in tutte le sue possibilità per garantire ad ogni bambino di potersi esprimere con un proprio stile personale e originale.

 

Nel suo complesso il progetto educativo vuole promuovere la formazione attraverso lo sviluppo di tutti i linguaggi: espressivi, comunicativi, simbolici, cognitivi, etici, metaforici, logici, immaginativi e relazionali.

 

 

CONTENUTI

 

Realizzazione di una composizione pittorica ad opera dei bambini per la valorizzazione di uno dei muri nell’area giochi del Parco Bissuola e la successiva breve dimostrazione della stessa mediante l’espressione corporea.

 

 

MEZZI

 

Le varie attività necessitano di: un grande tappeto componibile ad incastri, un lettore CD, vari strumenti musicali e materiale riciclato per la loro costruzione (se necessaria), la voce, il proprio corpo, colori, carta, pennelli, registratore, microfono, videocamera, tastiera, CD di vari generi musicali purché semplici nella forma, fotocopie, lavagna.

 

 

SPAZI

 

Un ampio spazio che favorisca il libero movimento.

 

 

TEMPI

 

Il venerdì o giovedì dalle 17 alle 18.45 da ottobre a maggio.

 

 

VERIFICA

 

La verifica dei risultati di ciascun bambino avviene nel corso dell’attività stessa improvvisando, cantando, suonando, interpretando, danzando, componendo: in questo modo i bambini dimostrano la propria abilità e fantasia.

 

Infine la valutazione non riguarderà esclusivamente il risultato ma l’intero progetto di intervento, che implicherà itinerari diversi perché diversi sono i bambini per il raggiungimento di una stessa meta.

 

 

Dott.ssa Silvia Angeloni